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30/11/2013
 
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29/05/2013
Lui si chiama Henry, è uno dei topini salvati dalla Facoltà di Farmacologia di Milano il 20 aprile.

Henry ora non è più un numero, "materiale da esperimento", ma un individuo, amato e rispettato.

Antonella, che l'ha adottato, non riusciva a sopportare di vedere il suo musino triste che cercava una via di fuga dalle sbarre della gabbietta, così ha provato ad introdurlo nel terrario delle sue tre tartarughe salvate.
Henry è rimasto spaesato solo per qualche secondo, poi ha incominciato ad esplorare l'ambiente circostante e ad annusare incuriosito le sue nuove amiche.

Ora Henry ha un "appartamento" sotterraneo, per il quale ha lavorato instancabilmente per diverse ore: ha scavato una galleria a più curve che porta ad una specie di igloo, dove ha spostato il suo letto, precedentemente costruito sminuzzando pezzettini di Scottex nella casetta che Antonella gli aveva messo in superficie. Ha anche bloccato l'accesso della galleria alle tartarughe utilizzando una parte di terreno più solido.

L'Ing. Henry (questo il suo nuovo nome, date le sue formidabili doti) passa molto tempo sotto terra, nei suoi tunnel, e sembra essersi molto calmato. Mentre prima ansimava e gli batteva sempre forte il cuore, anche mentre dormiva, ora sembra essere più rilassato mentre dorme sereno e affaticato.

È sempre un'emozione vedere come questi topini ritornino alla vita ed esplorino incuriositi gli stimoli di un mondo che gli era stato negato.
I topi sono abilissimi architetti, staccano piccoli pezzetti di giornale e ovatta e riescono a costruire delle tane meravigliose, amano rosicchiare bastoncini di legno e selezionano minuziosamente il cibo di cui più sono ghiotti.

Ognuno di loro ha la propria individualità, un carattere e una personalità che li differenzia gli uni dagli altri proprio come per qualsiasi altro animale, umano e non.

Alcuni sono tranquilli e pacati, altri passano tutto il tempo a testa in giù, appesi alle sbarre, studiando ed esplorando l'ambiente, altri ancora corrono instancabilmente sulla ruota, senza mai fermarsi. Alcuni sono timidi e socievoli, si lasciano prendere sul palmo della mano e dormono guancia a guancia con i loro compagni, altri sono più ribelli e fanno fuggire a zampe levate chiunque provi ad avvicinarsi alla loro tana.

Avere la possibilità di incontrarli, conoscerli, osservarli giorno dopo giorno, rende ancora più concreta e tangibile l'immensa angoscia nell'immaginarli costretti in una minuscola gabbia di plexiglas per tutta la loro vita, privati di qualsiasi stimolo, della luce del sole, della possibilità di esplorare, costruirsi un rifugio, allevare i propri piccoli, costruire legami sociali con i loro compagni.

È con altrettanta tristezza che ci scontriamo con l'impossibilità di donare loro la libertà assoluta, la Terra intera, corse sfrenate, boschi e ruscelli. L'essere umano li ha condannati alla cattività eterna, all'impossibilità di essere liberati in natura, perché, nati in una gabbia, non hanno mai avuto la possibilità di imparare a procurarsi e riconoscere il cibo e difendersi dai predatori.
È molto triste dover accettare che il meglio che possiamo offrire a questi individui è il meno peggio, il sottrarli dalle torture dei vivisettori. E se un modo e una possibilità per restituire loro la libertà assoluta in questo mondo non esiste, dovremmo impegnarci seriamente per immaginarcela, per inventarcene una.

Ci sono ancora dei topini liberati da Farmacologia in cerca di una casa, di qualcuno che possa donare loro un rifugio, buon cibo, una vita serena, una famiglia, affetto, amore e rispetto.

Chiunque abbia la possibilità di adottare uno di questi topini scriva a: adozionicontrogreenhill@gmail.com

Nemesi Animale - Per la liberazione di ogni essere vivente
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15/04/2013
 
foto BUAV: un ratto vivo decapitato presso ICL)
(Le telecamere nascoste di un infiltrato mostrano gli orrori della vivisezione in uno dei più rinomati atenei del mondo.

L'investigazione compiuta all'Imperial College of London dall'associazione BUAV - The Campaign to End All Animal Experiments mostra immagini del 2012 ed è uno spaccato di cosa accade agli animali nei più moderni e rispettati laboratori di ricerca.

Molte le immagini di animali sofferenti, morenti, malati, disidratati, operati senza sufficiente anestesia, morti per incuria o uccisi per decapitazione.

Molte le immagini e i resoconti di terribili esperimenti sul cervello o sul cranio, con inserzioni di elettrodi, oppure di mutilazioni di organi e corsa forzata su rulli, fino allo sfinimento.

▸ Guarda il sito: http://licensedtokill.buav.org/
▸ Guarda e diffondi il video: http://youtu.be/DSjBNcwqIZI

I vivisettori, che vantano sempre rigide misure sul cosiddetto benessere animale, tengono però sempre ben chiuse le porte dei laboratori.

Sta a tutti e tutte noi impegnarsi a smentire le loro menzogne e mostrare al mondo la vera faccia della sperimentazione su animali.
▸ Leggi cosa accade nei laboratori di Milano:
http://bit.ly/dossiervivisezione

Nemesi Animale - Per la liberazione di ogni essere vivente
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13/01/2013
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